Dopo sette giorni dall’eliminazione dell’Italia dai Mondiali di Russia 2018, Carlo Tavecchio si è dimesso dal suo incarico: il calcio italiano riparte dall’anno zero. Ecco la cronistoria della settimana

TAVECCHIO: LO SFOGO INTEGRALE IN CONFERENZA

MALAGO’: “COMMISSARIARE LA FIGC”

 L’Italia calcistica si ritrova senza un presidente federale, senza un ct, senza i presidenti delle Leghe di serie A e B. Ecco tappa per tappa, i sette giorni che hanno sconvolto il calcio italiano:

Lunedì 13, ore 22.41: Italia-Svezia finisce 0-0. Gli azzurri non andranno al Mondiale 2018. Era successo una sola volta prima d’ora, per la Coppa del ’58. Al fischio finale di Lahoz, gli azzurri lasciano in lacrime il campo, l’unico a parlare è il capitano Gigi Buffon: “Un fallimento di tutto il movimento”. Il ct Ventura rientra in fretta negli spogliatoi.

Martedì 14, ore 00.19: Il ct Ventura in conferenza stampa: “Chiedo scusa agli italiani, non mi sono dimesso, devo parlare con Tavecchio”. Il presidente federale annuncia “48 ore di riflessione”.

Martedì 14, ore 13.11: Tavecchio lasciando Milano parla di un “insuccesso sportivo”. Da Roma Malagò: “Fossi in Tavecchio mi dimetterei”. A nome del governo il ministro dello Sport Lotti dice che “la scelta spetta a loro ma questa è l’occasione per ripartire”.

Mercoledì 15, ore 16.42: Tavecchio riunisce le componenti preannunciando un programma di rilancio. Tommasi, presidente dell’assocalciatori, lascia prima la riunione: “Tavecchiodeve dimettersi”. Ma Ulivieri, n.1 degli allenatori, attacca Malagò: “Non lo riconosco più come mio capo”. Gravina, per la serie C, teme “il vuoto di potere”. Convocato per lunedì il consiglio federale.

Mercoledì 15, ore 18.47: Tavecchio esonera Ventura e si dice “indisponibile alle dimissioni”.

Venerdì 17, ore 14.10: Ventura invia una lettera aperta via Ansa: “Le sconfitte, soprattutto quelle più dolorose, non si possono spiegare con una sola verità”. Il nome di Carlo Ancelotti è il più gettonato come suo successore.

Sabato 18, ore 16.46: arriva il no di Ancelotti, attraverso il procuratore Giovanni Branchini, storico amico del tecnico. “Ora ha altri obiettivi”. La Figc: non commentiamo notizie senza fondamento, sono solo sciacallaggio giornalistico.

Domenica 19, ore 11.23: Gravina annuncia che il direttivo della Lega Pro ha cambiato rotta e chiede le dimissioni di Tavecchio. La Lega di B chiede tempo in vista del consiglio federale: “Prima servono le governance di A e B, niente ribaltoni al buio”. Alle 21.46 Malagò ribadisce: “Mi auguro che Tavecchio si presenti dimissionario in consiglio”. Fonti qualificate rispondono: “Il presidente non si presenterà dimissionario”, mentre il capitano campione del mondo 2006 Cannavaro dice “Via tutti, non solo il presidente”.

Lunedì 20, ore 9.23: un direttivo della Lega Dilettanti, ago della bilancia per i numeri della fiducia in consiglio, precede la riunione di via Allegri: “Siamo compatti”, si limita a direSibilia prima del faccia a faccia con Tavecchio. L’ex presidente Abete conferma che anche lui chiederà le dimissioni di Tavecchio e di tutto il consiglio.

Lunedì 20, ore 12.35: Tavecchio parla con Sibilia, poi si presenta in sala consiglio e dice “dimettiamoci tutti, io per primo”. Prende atto del cambio di rotta di alcune componenti e punta il dito contro “Ambizioni e sciacallaggio politico che hanno impedito un dibattito sulle cause del risultato”, per poi lasciare la sala. Il consiglio rimane in carica per l’ordinaria amministrazione, “altrimenti davvero c’e’ il pericolo che arrivi Malagò”, dice Ulivieri. Ora ci sono 90 giorni di tempo per indire nuove elezioni. Il Coni convoca una Giunta d’urgenza per mercoledì pomeriggio, all’ordine del giorno comunicazioni del suo presidente.

 

Fonte:[Sky Sport]