PADOVA – Un anno dopo nessuna impresa, anzi, una brutta sconfitta. Si chiude male il 2017 dell’Italrugby che nel terzo e ultimo test match di novembre cede 35-6 al Sudafrica, avversario anche al prossimo Mondiale. Allo stadio Euganeo di Padova gli azzurri compiono un passo indietro dopo l’incoraggiante vittoria sulle Fiji e il dignitoso ko con l’Argentina, surclassati da quegli Springboks che il 19 novembre 2016 avevano incassato il primo ko della loro storia contro l’Italia. Tutt’altra partita oggi, nonostante il buon avvio della Nazionale di O’Shea che mette subito sotto pressione i sudafricani nella loro metà campo fino a sbloccare la gara dopo 11 minuti col solito Canna dalla piazzola.
Ma è una fiammata illusoria, la reazione ospite non tarda ad arrivare e, al 14′, Pollard guida l’attacco che buca la difesa azzurra e porta alla meta di Louw, con lo stesso Pollard che non fallisce la trasformazione. I ragazzi di O’Shea manovrano bene negli ultimi 22 metri ma non riescono mai a trovare il varco giusto per andare a meta e per restare attaccati alla partita non resta che affidarsi al piede di Canna, che su punizione accorcia le distanze. Di contro il XV di Allister Coetzee fa valere la sua maggiore fisicità, la mischia azzurra non riesce ad arginare l’avanzata avversaria e Mbonambi segna di prepotenza la seconda meta dei suoi con Pollard che centra ancora i pali per il 14-6 al 24′. Pur volenterosa, l’Italia col passare dei minuti inizia ad andare in affanno e sul mezzo pasticcio di Hayward, con l’involontaria complicità di Bellini, Venter sigla un’altra meta con la benedizione del Tmo, per il 21-6 sudafricano (Pollard sempre infallibile) con cui si chiude il primo tempo visto anche che il piede di Canna comincia a tradire, mancando i pali da buona posizione. Nella ripresa la storia non cambia, il Sudafrica parte subito forte e con l’accoppiata Kitshoff-Pollard sale a condurre la partita 28-6. O’Shea decide di cambiare qualcosa e prova a dare la scossa con gli ingressi di Ghiraldini, Zani, Giammarioli e Gori per Bigi, Lovotti, Steyn e Violi. Ma la linea dei 22 resta quasi un muro invalicabile per gli azzurri, o almeno fino all’iniziativa di Castello che finalmente trova lo spazio giusto, la mischia italiana arriva finalmente ai cinque metri, salvo poi essere ricacciata indietro dopo un sanguinoso pallone perso da Esposito. L’Italia, però, non difetta sicuramente né in coraggio né in volontà, resta ferma nella metà campo avversaria nella speranza di vincere la resistenza sudafricana ma gli uomini di Coetzee non cedono di un centimetro e, conclusa la fase di contenimento, si rifanno sotto. L’intervento di Minozzi nega a Kriel l’ennesima meta ma la difesa italiana niente può su Mostert al 75′ con Jantjies che fa bene le veci di Pollard per il 35-6 su cui scorrono i titoli di coda.

 

Fonte: [La Repubblica]