Milano, 26 dicembre 2017 – Operazione Berlusconi. Il ritorno in campo del Cavaliere ha riacceso le speranze di vittoria dell’elettorato di centrodestra. D’altronde l’esito delle scorse amministrative e il risultato delle elezioni siciliane hanno dimostrato nell’urna che, in questo scenario politico, l’asse dello scontro si sta spostando sempre più verso il centrodestra ed il M5S, con un centrosinistra che parte in difficoltà. È da dire che, nel bene e nel male, il centrodestra è stato sempre ‘Berlusconicentrico’, sia quando l’ex premier governava l’Italia sia quando, in seguito alla condanna e agli effetti della Legge Severino, è uscito fuori dai giochi, eclissandosi da un punto di vista politico per lungo tempo. D’altronde è innegabile che, anche nel periodo del suo offuscamento, il centrodestra non solo non è mai riuscito a riconoscersi in un altro leader, ma addirittura ha sempre lanciato il messaggio a Berlusconi di ritornare a essere il vero ‘capo’. E così ha fatto il Cavaliere. In teoria si sarebbe potuto immaginare che il suo ritorno avrebbe generato conflittualità, aumentando lo scontro con il centrosinistra e il M5S e si sarebbe ritornati in un sol colpo negli anni di dura contrapposizione che hanno caratterizzato l’ascesa politica di Berlusconi. Invece così non è stato. Il 58% degli Italianidichiara di essere positivo sul suo ritorno nelle scene politiche, una eguale percentuale dice che, indipendentemente da ciò che prescrive la Legge Severino, sarebbe giusto che Berlusconi si potesse candidare, avendo scontato pienamente tutta la sua condanna. Anche in questo caso si registrano opinioni interessanti, nel senso che se era maggiormente prevedibile che questa affermazione fosse condivisa dalla quasi totalità di chi vota FI, meno lo è che si schiera nella stessa maniera anche il 28% dell’elettorato del Pd. Non solo. Il 45% degli italianipensa che Berlusconi abbia il profilo giusto ancora oggi per poter essere il prossimo presidente del Consiglio. Anche in questo caso a esprimere un parere positivo non è solo l’elettorato che vota FI o partiti del centrodestra, ma anche una quota significativa di votanti Pd e indecisi. Insomma, leggendo questi numeri la ‘riabilitazione’ di Berlusconi sembra essere già avvenuta nell’immaginario collettivo degli italiani, indipendentemente da chi lo vota. Infatti il ‘ri-posizionamento’ di immagine di Berlusconi, con sopraffine tecniche di marketing politico, ha mirato non tanto a riconquistare la fiducia nel suo target di riferimento (la qual cosa era facile, ma non scontata), ma soprattutto a recuperare una sorta di simpatia in una parte di elettorato a lui non vicino politicamente, ma il cui giudizio di affidabilità è diventato un elemento fondamentale per superare quell’immagine negativa che aveva maturato nel corso degli ultimi anni. Questa operazione sembra essere riuscita, ma è solo il primo step, fondamentale per poter passare alla seconda fase, cioè canalizzare la fiducia e la simpatia in voti nell’urna. Quest’ultima azione è probabilmente più temuta dai suoi concorrenti interni (gli altri possibili leader del centrodestra) che dalle opposizioni. Infatti è chiaro che se Berlusconi sarà un elemento di aggregazione di votoverso FI, questo vuole dire che dovrà riconquistare anche una parte di suo ex elettorato che, in relazione al suo declino politico, negli ultimi anni ha votato Lega, Fd’I, oltre che M5S. Infine, in questi giorni, ipotizzando un ballottaggio virtuale tra Di Maio e Berlusconi, il dibattito mediatico si è concentrato su chi andrebbero le preferenze nel caso di un ipotetico scontro tra il leader di Forza Italia e quello del M5S. Il 55% degli italiani voterebbe Berlusconi, il 45% Di Maio.

 

Fonte: [Quotidiano.net]