Con Decreto Presidenza del Consiglio dei Ministri del 10/10/2017 (in GU del 23/11/2017) il Governo ha approvato Il Programma di Misure relative alla definizione di strategie per l’ambiente marinofinalizzato a conseguire o mantenere un buono stato ambientale delle acque ai sensi dell’art. 12, comma 3, del decreto legislativo 13 ottobre 2010, n. 190, decreto di attuazione della direttiva 2008/56/CE “che istituisce un quadro per l’azione comunitaria nel campo della politica per l’ambiente marino”.

 Il Ministero dell’ambiente esercita la funzione di Autorità competente per il coordinamento delle attività avvalendosi di un apposito Comitato tecnico per l’elaborazione di uno o più programmi di misure finalizzati a conseguire o mantenere un buono stato ambientale delle acque marine, approvati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentita la Conferenza Unificata. Il Ministero, già con decreto del 17 ottobre 2014, ha determinato i requisiti del buono stato ambientale per le acque marine e definito i traguardi ambientali al fine di conseguire il buono stato ambientale. Poi con decreto 11 febbraio 2015 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 261 del 10 novembre 2014) aveva determinato gli indicatori associati ai traguardi ambientali e i programmi di monitoraggio. Nel 2016, il Ministero ha fornito un approfondimento e un chiarimento in relazione al percorso di approvazione delle proposte relative al Programma di misure, per rispondere adeguatamente al caso EU Pilot n. 8673/16/ENV, poi arcihiviato nel dicembre 2016. Il Programma di Misure, predisposto dal Ministero dell’ambiente con il supporto tecnico di ISPRA e con il coinvolgimento e la condivisione di tutte le amministrazioni centrali, delle amministrazioni regionali, nonché con il supporto tecnico di Unioncamere è stato reso disponibile dall’Istituto con tutte le informazioni inerenti su sito web appositamente dedicato. Successivamente il programma è stato trasmesso alla Commissione europea per adempiere al dovuto obbligo di reporting mediante il sistema Reportnet, gestito dalla Agenzia per l’ambiente europea.

 

Fonte: [insic]