Andreas Hollstein, 57 anni, sindaco della città di Altena è stato aggredito lunedì sera da un uomo ubriaco, contrario alla politica pro-rifugiati del municipio. La cittadina ha ricevuto in maggio il «National Integration Prize» per le politiche di accoglienza.

L’aggressione

La cancelliera Angela Merkel ha condannato martedì mattina l’attacco: «Sono inorridita da questa aggressione ai danni del sindaco Andreas Hollstein, e sono molto sollevata dal fatto che sia potuto tornare dalla sua famiglia. Grazie anche a coloro che lo hanno aiutato», ha detto, attraverso il suo portavoce, su Twitter. Il sindaco è stato ferito al collo mentre si trovava davanti a un ristorante di kebab. L’aggressore, un uomo di 56 anni, visibilmente ubriaco, secondo i testimoni, e con in mano un coltello con una lama lunga 30 centimetri, ha chiesto «Sei il sindaco?». Poi si sarebbe lamentato delle politiche di accoglienza dei profughi, dicendo «Mi hai lasciato morire di sete e poi hai fatto entrare ad Altena 200 rifugiati»; e lo ha colpito, ferendo anche un lavoratore del ristorante intervenuto in suo soccorso. L’uomo è stato arrestato.

Il programma di accoglienza

Altena, cittadina di 17mila anime sulle rive del fiume Lenne, è nota per aver accolto, negli ultimi anni, più migranti di quanto stabilito per quota: nel corso del 2017 ha dato ospitalità a 370 rifugiati, 100 in più di quanti avrebbe dovuto riceverne. La cittadina è stata premiata in maggio dal governo centrale che ha istituito un premio di 10mila euro – il «National Integration Prize» – da assegnare alle realtà che avessero sperimentato le migliori politiche di accoglienza. Nell’ambito del programma «Da rifugiato a residente di Altena», molti degli abitanti della cittadina avevano ospitato i migranti a casa loro, invece di lasciarli nei centri di accoglienza. Si sono anche prodigati per insegnare loro la lingua tedesca e occuparsi delle loro famiglie. La città ha beneficiato dell’arrivo dei migranti, che ha riportato in equilibrio una popolazione che negli ultimi 20 anni ha registrato un costante calo. Solo pochi anni fa, Altena era la città «con il declino più rapido della Germania»: le grandi fabbriche di ferro e acciaio della zona chiudevano i battenti; e dal 1970 in poi, un abitante su tre aveva abbandonato la città. Negli ultimi due anni è partita la riqualificazione urbana, gli interventi sulla circolazione, la passeggiata pedonale, l’ascensore che porta al castello, in cima alla montagna. E, parallelo, l’impegno «a lungo termine» dell’integrazione.

«Non lo odio»

In una conferenza stampa convocata martedì, Hollstein ha dichiarato di aver temuto per la propria vita e di non conoscere l’aggressore: «E questo è insolito – ha detto – perché conosco bene tutti i miei concittadini». Ma in passato il sindaco è stato più volte bersaglio di intimidazioni, mail anonime e minacce. Ha poi ringraziato il proprietario del locale, Demir Abdullah e il figlio, che lo hanno aiutato a neutralizzare l’aggressore: «senza di loro non so se sarei ancora vivo». «Non nutro odio verso il mio aggressore», ha poi detto il sindaco.

Il precedente

Il caso ricorda l’attacco al sindaco di Colonia, Henriette Reker, pugnalata nell’ottobre 2015 in campagna elettorale da un uomo di 44 anni. Anche in quell’occasione alla base dell’aggressione ci sarebbero state motivazioni xenofobe.

Fonte:[Corriere]