Consente di riconoscere un volto in una foto, sbloccare il telefono, effettuare pagamenti, ordinare un hamburger e persino sposarsi. Sono le mille applicazioni del riconoscimento facciale, una tecnologia potenzialmente utile che si sta diffondendo a macchia d’olio, ma che in alcuni paesi rischia di trasformasi in un Grande Fratello come nel film d’azione ‘Jason Bourne’. Tanto che l’Europa e l’Italia hanno messo dei paletti sulla privacy.

La Cina è il paese che sta più investendo in questa tecnologia. Nella città di Xinjiang è partito un programma di riconoscimento del volto applicato alle telecamere. Sovrappone i visi ripresi ad una lista di persone sospette, per prevedere e contrastare gli attacchi terroristici. “Un sistema ovviamente adatto al controllo delle persone. Non sarà più necessaria la frase ‘Documenti, prego’, ora i funzionari governativi non avranno più bisogno di chiedere”, commenta al Guardian Jim Harper, esperto di antiterrorismo. Quello della Cina non è un caso isolato. Qualche settimana fa a Mosca le 160mila telecamere a circuito chiuso presenti nelle strade hanno iniziato a utilizzare anche la tecnologia per il riconoscimento facciale per individuare criminali o soggetti controllati dalle forze dell’ordine. Il tutto pescando le informazioni in tempo reale. Uno scenario che fa un po’ pensare a cui si potrebbe arrivare in un futuro non troppo lontano, visto il modo in cui questo sistema si sta insinuando a macchia d’olio nelle nostre vite quotidiane.

Presto l’identificazione del volto potrebbe essere sdoganata negli aeroporti per il check-in e alle prossime Olimpiadi di Tokyo potrebbe essere impiegato come misura di sicurezza per identificare atleti e staff. A dare uno spazio sempre maggiore è Facebook: da poche settimane ha inserito una funzione basata sul riconoscimento del volto che segnala agli utenti se vengono pubblicate a loro insaputa foto che li ritraggono. Per il momento la novità riguarda diversi Paesi ma non il Canada e l’Unione europea, quindi anche l’Italia, dove l’opzione di riconoscimento volti del social non è disponibile per questioni di privacy. A portare il riconoscimento facciale nelle tasche di tutti è stata Apple, facendolo diventare la peculiarità dell’ultimo iPhone: consente di sbloccare il telefono bypassando la password, confermare i pagamenti e disegnare emoji animate.

Altro settore in cui questa tecnologia è in forte espansione è quello dei pagamenti. “Niente contanti, basta un sorriso”, promette il servizio di una società finanziaria cinese collegata al colosso dell’eCommerce Alibaba. Mentre in California una catena di fast food ha avviato un programma pilota: il riconoscimento del volto velocizza le ordinazioni e i pagamenti da parte dei clienti. E in Cina, appunto all’avanguardia in questo campo, col riconoscimento del volto ci si può pure sposare. A Chongqing, i futuri coniugi possono velocizzare le pratiche per la registrazione del certificato di matrimonio. Scansionando il viso è possibile verificare i documenti in 0,3 secondi.