Rincara la dose la sindaca di Roma Virginia Raggi. Prima la lettera inviata alla ministra della Salute Beatrice Lorenzin, dell’Istruzione Valeria Fedeli, al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e al presidente dell’Anci Antonio Decaro per informarli della mozione, approvata all’unanimità dall’Assemblea Capitolina, riguardo alla necessità di rispettare la continuità didattica ed educativa per tutti gli alunni non ancora vaccinati. Poi, in mattinata, un nuovo attacco alla legge sui vaccini obbligatori, questa volta via Facebook:

 “I bambini rischiano di essere cacciati dalla scuola per il caos della Lorenzin. Per colpa della Lorenzin e dei ritardi nelle prenotazioni della Regione Lazio, da marzo i bambini ancora in attesa della vaccinazione rischiano di essere cacciati dai nidi e dalle scuole di infanzia per i restanti quattro mesi di questo anno scolastico e educativo”, scrive la sindaca sul suo profilo Facebook. “I loro diritti, invece, vanno tutelati – aggiunge – i genitori e i loro figli non possono pagare così duramente le lungaggini burocratiche di un decreto scritto male e le inesattezze di circolari confuse. Mi riferisco alle lunghissime attese, alle liste interminabili alle Asl e negli ospedali che tutti conosciamo ad eccezione – a quanto pare – del ministro alla Salute. Lo stesso decreto Lorenzin è talmente pasticciato che discrimina i bambini in base alla scuola alla quale sono iscritti: ad esempio, i genitori dei bambini iscritti alla scuola dell’obbligo potranno pagare una multa e continuare a mandare i loro figli a scuola anche se questi non sono vaccinati. I genitori dei bambini iscritti alle scuole dell’infanzia, pur pagando la multa, dovranno ritirare i propri figli da scuola. Quindi, secondo la Lorenzin, il pagamento di una multa scongiurerebbe il rischio di contagio. O, addirittura, i virus riuscirebbero a distinguere e contagiare i bambini in base alla loro scuola di appartenenza. Credo che in questa posizione non ci sia alcuna scientificità ma soltanto sciatteria e mancanza di preparazione”.
La sindaca M5S incassa il sostegno del leader leghista Matteo Salvini. “Sì, non si possono discriminare bambini, mamme, padri e famiglie in base a una legge, secondo me, sbagliata”, afferma Salvini, che si dichiara dunque a favore in merito all’accesso dei bambini non vaccinati a scuola.

Alla lettera della Raggi risponde, sempre su Facebook, la ministra della Salute Beatrice Lorenzin:

“Leggo che il Sindaco Raggi e l’Assemblea Capitolina si sono trasformati in un nuovo organo tecnico scientifico delle istituzioni italiane: non solo si occupano di virus e batteri, ma forse presto si occuperanno anche di nuove terapie geniche o di terapie oncologiche”, scrive Lorenzin su Facebook. “Non si può scherzare sulla pelle dei nostri bambini”. Il decreto #vaccini – aggiunge la ministra della Salute – è stato studiato anche per tutelare quei bambini troppo piccoli per essere vaccinati e quelli affetti da malattie per le quali non possono accedere alle vaccinazioni. Ricordo che sia il Consiglio di Stato che la Corte Costituzionale si sono espressi chiaramente rispetto alla mozione del Veneto e non vorrei che Amministrazioni Comunali guidate da NoVax portassero avanti posizioni molto pericolose per la salute pubblica”.

 Lorenzin: “Non decide sindaca Raggi, decreto protegge i bambini”
“L’intera Assemblea Capitolina – si legge nella lettera della sindaca Raggi – ha ritenuto la mancata vaccinazione non ostativa al prosieguo e alla continuità dell’attività e del percorso educativo considerando quest’ultimo (stesso insegnante, stesso contesto educativo, stessa aula, stessa rete di relazioni socio-affettive) una condizione psicodidattica da garantire a tutti in totale certezza ed assoluta equità”.

La mozione impegna la sindaca a farsi promotrice di un’azione verso il governo, la Regione Lazio, l’Anci e ogni altro ente interessato affinché sia rispettata la continuità didattica ed educativa con particolare evidenza verso i bambini regolarmente iscritti all’asilo nido e alla scuola dell’infanzia (fascia 0-6 anni), i cui genitori non avessero ancora assolto l’obbligo di vaccinazione.

Sulla vicenda è intervenuto anche il candidato premier M5S Luigi Di Maio, secondo cui è giusto garantire la continuità scolastica anche ai bambini non vaccinati. “Il consiglio comunale di Roma ha votato all’unanimità una delibera per lasciare nelle scuole i bambini non vaccinati. Io penso che i genitori che non vaccinano i figli sono degli irresponsabili, ma il vero tema è capire se lo Stato deve prendersi la responsabilità di prendere bambini di otto anni e sbatterli fuori dalla scuola. Per questo nessuno dei partiti ha votato contro la mozione Capitolina”. “I vaccini si devono fare – ha aggiunto a margine di un incontro ad Acireale, nel Catanese – e i genitori devono anche pagare le multe, ma il tema è che c’entrano i bambini se i genitori sono irresponsabili”.

Nella lettera la sindaca fa notare come la legge condanni “con una multa i genitori dei bambini non vaccinati, in proporzione all’entità della mancanza, ma, almeno nella scuola dell’obbligo e a differenza della scuola dell’infanzia, non obbliga all’allontanamento del loro bambino. Come se non fosse il contagio la preoccupazione principale del legislatore, quanto piuttosto la sanzione amministrativa da comminare ai genitori colpevoli di omissione. Ma se è così, appare ancor più cogente la necessità di rispettare la continuità didattica ed educativa per tutti i bambini, se è proprio la legge per prima a spostare l’attenzione sulla sanzione invece che sul possibile esito contagioso. Ciò quindi, induce a ritenere molto fondata la richiesta formulata dall’Assemblea Capitolina, che la Sindaca di Roma in questa nota vi rappresenta con profondo convincimento”.

Raggi sottolinea, infine, l’importanza di “salvaguardare la linearità di percorso di un bisogno educativo, che non si può negare per alcun motivo plausibile e che si tratta invece di garantire, consentendo a tutti i bambini, a partire da quelli tra 0 e 6 anni, di ‘giungere alla conclusione dell’anno educativo e scolastico 2017/2018 senza interruzioni di sorta nella frequenza e nella totale continuità educativa e didattica”.

FONTE[Huffpost]