Il 10 marzo 2018 è il termine ultimo per presentare alle scuole le certificazioni che attestano l’avvenuta vaccinazione per i dieci vaccini obbligatori previsti dalla legge. Per i genitori inadempienti, superata questa data, sono previste una serie di misure di richiamo e solo alla fine, se persiste la volontà di non vaccinare, la legge prevede l’esclusione del bambino dalla frequenza della scuola dell’infanzia. Per i genitori inadempienti dei bambini che frequentano la scuola elemetare (primaria) scatteranno invece le sanzioni pecuniarie. Esclusione da scuola e multe non sono dunque immediate.

A Roma dopo l’attacco al sistema delle vaccinazioni su Fb in un video di Alessandro Di Battista – popolare deputato M5S e neo papà che denunciò «scene da terzo mondo» -, mentre infuria la polemica tra Virginia Raggi e
Beatrice Lorenzin, le autorità rassicurano. Le dosi prenotate alla Asl Roma 1 sono circa 35 mila – rendono noto fonti sanitarie – «e verranno tutte soddisfatte». Le prenotazioni nell’altro centro vaccinale, quello della Asl Roma 2, sono oltre 25 mila. Dunque a Roma risultano circa 60mila dosi prenotate. «La copertura dei vaccini obbligatori nella capitale e nel Lazio è al 97%», fa sapere la Regione.

Le sanzioni per i genitori dei bambini della primaria La legge prevede che la mancata presentazione della documentazione entro il 10 marzo 2018 venga segnalata entro i successivi dieci giorni, dai dirigenti scolastici delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione e dai responsabili dei servizi educativi per l’infanzia, dei centri di formazione professionale regionale e delle scuole private non paritarie, all’azienda sanitaria locale. A questo punto i genitori sono convocati dall’azienda sanitaria locale territorialmente competente per un colloquio al fine di fornire ulteriori informazioni sulle vaccinazioni e di sollecitarne l’effettuazione. Nell’ipotesi in
cui i genitori non si presentino al colloquio o se, dopo il colloquio, non facciano somministrare il vaccino al minore, la Asl contesta allora loro formalmente l’inadempimento dell’obbligo vaccinale, con l’avvertimento che se non dovessero far somministrare al minore il vaccino o iniziare/completare il
ciclo (nei casi in cui l’immunizzazione di base completa preveda la somministrazione di più dosi) entro iltermine fissato dall’azienda sanitaria medesima, sarà loro comminata una sanzione amministrativa pecuniaria da cento a cinquecento euro.

Chi non si vaccina è fuori da asili e materne

La contestazione dell’inadempienza nei confronti di un minore (0-6 anni) che abbia iniziato a frequentare il servizio educativo dell’infanzia (nidi e materne) in attesa di vaccinazione, che però non viene successivamente effettuata per motivi non imputabili all’organizzazione del servizio vaccinale o a intervenuti problemi di salute del bambino, rappresenta invece – sempre al termine dei vari colloqui previsti con i genitori – «motivo di esclusione dal servizio educativo».

Le dieci vaccinazioni obbligatorie
Dieci sono le vaccinazioni obbligatorie per i minori di età compresa tra zero e sedici anni: anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo b, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella. Quest’ultima in realtà è obbligatoria solo per i nati dal 2017. Le vaccinazioni che sono invece raccomandate e gratuite per i minori di età compresa tra zero e sedici anni, sono: anti-meningococcica B, anti meningococcica C, anti-pneumococcica, anti-rotavirus.

Più tempo per vaccinarsi il prossimo anno scolastico

Per il prossimo anno scolastico 2018-19, per il quale sono partite il 1° febbraio le iscrizioni online, ci sarà più tempo per le vaccinazioni obbligatorie previste dalla legge. Per l’iscrizione ad asili e scuola elementare la procedura resta la stessa. Sarà infatti possibile presentare un’autocertificazione sulle avvenute vaccinazioni o copia della prenotazione dell’appuntamento presso l’Asl, ma ci sarà tempo fino al 10 luglio 2019 per presentare la certificazione definitiva che provi l’avvenuta vaccinazione. Inoltre, se per la data di scadenza del 10 luglio sarà stata già attuata la norma legislativa introdotta dal recente Dl fiscale, che permette lo scambio di dati su supporto informativo tra le scuole e le Asl (e che anticipa quanto previsto dal decreto vaccini per l’anno scolastico 2019/2020), non vi sarà alcun bisogno per il genitore di presentare documentazione cartacea.

FONTE[ilsole24ore]