Dopo due settimane dall’assassinio della spia russa, avvelenata da una agente nervino, la situazione internazionale comincia a surriscaldarsi.

Theresa May, è arrivata oggi a Salisbury per incontrare le autorità e la cittadinanza e visitare i luoghi dell’attacco con agente nervino condotto il 4 marzo contro l’ex spia russa Serghei Skripal e sua figlia Yulia per la prima volta dopo l’accaduto.
La May è stata accolta dal capo della polizia locale di conte. Nei giorni scorsi era già venuta nella piccola città la ministra dell’Interno, Amber Rudd, che oggi a Londra ha intanto presieduto una nuova riunione del comitato di emergenza Cobra per fare il punto aggiornato delle indagini sul caso Skripal con autorità di polizia, d’intelligence, dei servizi sanitari e di soccorso e con altri esponenti di governo.

Gran Bretagna, Usa, Francia e Germania hanno sottoscritto una dichiarazione che punta il dito contro Mosca per l’attacco chimico di Salisbury contro l’ex spia russa. Lo riporta Downing Street, notando che i leader alleati, aggiornati da Londra, condividono il punto di vista secondo cui “la mancata risposta della Russia alle legittime richieste del Regno ne sottolinea la responsabilità”.
I 4 condannano poi quello che definiscono “il primo attacco con agente nervino in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale”.

“La Nato considera” l’avvelenamento con un agente nervino di un’ex spia russa in Gran Bretagna “una minaccia alla sicurezza internazionale e alla pace”, in quanto costituisce una “violazione delle norme e accordi internazionali” che è “inaccettabile e non ha posto nel mondo civilizzato”. La ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg sottolineando che “l’approccio della Nato” nei confronti della Russia “resta fermo, difensivo e proporzionato”. Tuttavia, “non vogliamo una nuova Guerra Fredda ne’ una corsa alle armi – ha precisato Stoltenberg – perché non ha vincitori, è cara, rischiosa e non è nell’interesse di nessuno”.

Le mosse di Londra contro la Russia possono essere spiegate dalla “complicata situazione” in cui si trova il governo britannico, che “non è in grado” di mantenere le promesse sulla Brexit. Così il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov citato dalla Tass. “Mi pare ovvio” che le scelte di Londra “riflettono la disperazione del governo britannico poiché non è in grado di rispettare le promesse fatte sull’uscita dall’Unione Europea”.