La disuguaglianza sociale in Italia ha ormai raggiunto dei livelli impressionanti. Da quando è cominciata la crisi, come riferimento prendiamo quella mondiale cominciata nel 2008, le differenze che intercorrono fra ricchi e poveri sono aumentate a discapito sia delle classi più disagiate sia di quelle medie. Ma queste non sono solo voci di popolo ma sono state certificate dall’OCSE nel rapporto ‘The Role and Design of net wealth taxes’, nel quale si evince che uno dei metodi per ripianare velocemente i divari di ricchezza sarebbe l’imposizione della tassa patrimoniale.

 

L’Ocse, nel suo rapporto, esamina l’utilizzo della patrimoniale nei Paesi membri europei ed evidenzia sia i pro che i contro della tassa. I risultati indicano che, in generale, la necessità di adottare “una tassa sulla ricchezza netta” è minima nei Paesi dove sono applicate su larga scala le tasse sui redditi e sui capitali personali, comprese le imposte sulle plusvalenze, e dove le tasse di successione sono ben disegnate. Al contrario, potrebbe funzionare ed essere utile dove la tassa di successione non esiste e dove le imposte sui redditi sono particolarmente basse.Questo ci fa capire quanto la situazione in Italia sia stata sottovalutata in tutto questo tempo, e quanto a livello sociale le sofferenze siano reali.