La Spagna accoglierà la nave Aquarius. Lo ha annunciato il premier Pedro Sanchez: “E’ nostro obbligo aiutare ad evitare una catastrofe umanitaria e offrire un porto sicuro a queste persone”, ha affermato l’esponente del Partito socialista da pochi giorni tornato alla Moncloa dopo la caduta del governo conservatore Mariano Rajoy. La nave, che ha a bordo le 629 persone salvate da Sos Mediterranée, è ferma a 27 miglia nautiche da Malta e 35 dall’Italia.

Altri 800 migranti sono stati salvati nella notte di domenica al largo della Libia da imbarcazioni italiane e internazionali. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, che ieri ha sfidato La Valletta annunciando la chiusura dei porti della Penisola alle navi da soccorso, ha annunciato che il divieto di attracco vale anche per la Sea Watch 3, la nave battente bandiera olandese che sabato ha sbarcato 232 persone a Reggio Calabria e che ora, scrive il leader leghista su Twitter, è “al largo delle coste libiche in attesa di effettuare l’ennesimo carico di immigrati da portare in Italia”. L’Italia “ha smesso di chinare il capo e di ubbidire, stavolta C’È CHI DICE NO. #chiudiamoiporti”, rivendica Salvini. “Salvare le vite è un dovere, trasformare l’Italia in un enorme campo profughi no“. Sea Watch ha poi precisato di “non avere persone soccorse a bordo” in questo momento. Alcuni sindaci civici hanno intanto annunciato la disponibilità ad accogliere la Aquarius a dispetto del braccio di ferro innescato dal governo.

“Viveri finiranno entro stanotte. A bordo 7 donne incinte e 15 ustionati” – I viveri a disposizione sulla nave finiranno “entro stanotte“, ha fatto sapere Medici senza frontiere, anche se “in altre occasioni in cui ci siamo trovati in questa situazione la Marina Militare e la Guardia Costiera ci hanno riforniti”. Gli “inutili ritardi” allo sbarco “stanno mettendo a rischio le persone vulnerabili“, ha twittato la ong, sottolineando che si tratta in particolare di 7 donne incinte e 15 persone ustionate, oltre a parecchi migranti con sintomi di ipotermia. Serve quindi “con urgenza una rapida soluzione” alla vicenda e un “porto sicuro” dove sbarcare le persone soccorse. “Lo stato di salute dei sopravvissuti 629 è stabile, ma rischia di aggravarsi durante la giornata”, twitta Sos Mediterranee, che gestisce la nave in collaborazione con Msf. “I migranti a bordo diventano sempre più ansiosi e chiedono quando possono raggiungere la terraferma”.

Ravasi: “Ero straniero e non mi avete accolto”. Unhcr: “Sbarcarli subito è imperativo umanitario” – “Ero straniero e non mi avete accolto (Mt 25,43) #Aquarius”, ha commentato sempre lunedì mattina, modificando la frase dal Vangelo di Matteo il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura. La Caritas Ambrosiana a sua volta ha twittato: “Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete #ospitato #RestiamoUmani #Aquarius”, una citazione dal Vangelo di Matteo. L’Unhcr, l’agenzia Onu per i rifugiati, ha fatto appello ai “governi coinvolti affinché consentano lo sbarco immediato di centinaia di persone bloccate nel Mediterraneo da sabato a bordo della nave Aquarius. “E’ un imperativo umanitario, le persone sono in difficoltà, stanno esaurendo le scorte e hanno bisogno rapidamente di aiuto”, afferma Vincent Cochetel, inviato speciale dell’Unhcr per il Mediterraneo centrale. “Questioni più ampie come quella su chi è responsabile e competente dovrebbero essere esaminate solo dopo”, aggiunge. “Il principio del salvataggio in mare non deve essere messo in dubbio da incidenti come questo. Altri governi devono agire per sostenere i Paesi che si occupano degli arrivi via mare. Ciò potrebbe includere un meccanismo in tutta la regione per gli sbarchi, basato su una buona cooperazione tra Stati e altri attori”.

Toninelli: “Gli altri Paesi aprano i loro porti. Il problema è europeo” – Il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli, M5s, responsabile della gestione dei porti, dal canto suo ha twittato: “È necessario, stavolta, che tutti comprendano che il diritto internazionale non può prevedere un’Italia abbandonata a se stessa. Noi salveremo sempre le vite umane, ma #Malta è la spia di un’Europa che deve cambiare”. “Il presidente del Consiglio Conte”, ha detto Toninelli a Sky Tg24, “ieri sera ha fatto inviare motovedette con medici a bordo e stamattina ne sono stati mandati altri due per sostituire quelli che hanno fatto il turno di notte. Hanno verificato che le condizioni all’interno della nave attualmente sono buone, ci sono viveri a sufficienza e stiamo aspettando l’ufficialità della risposta di Malta”. Ma il premier maltese Joseph Muscat già domenica sera ha sostenuto che l’Italia “va manifestamente contro le leggi internazionali e rischia di creare una situazione pericolose per tutti coloro che sono coinvolti”. Muscat ha riferito di aver parlato al telefono con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte per discutere della questione e ha ribadito che “Malta è pienamente conforme alle regole internazionali e non accoglierà la nave nei suoi porti. Continueremo, ove possibile, a procedere ad evacuazioni per ragioni sanitarie”.

Secondo Toninelli resta il fatto che “va aperto un dibattito europeo l’Italia non può più essere lasciata sola. L’Europa non può più considerare il confine marittimo dell’Italia come confine solo italiano. La Guardia costiera italiana sta gestendo salvataggi in zone che non sono di competenza dell’Italia perché Malta e la Libia non pattugliano le zone di loro competenza”. Gli altri Paesi europei, ha aggiunto, “aprano i loro porti. Il problema è europeo. Dico a Malta e agli altri partner europei, quelli per esempio la cui bandiera sventola su queste navi Ong, che è giunto il momento di assumersi le proprie responsabilità perché non sta scritto da nessuna parte che il Paese la cui bandiera batte sulla Ong non debba essere il Paese, una volta acquisiti questi migranti sulla nave, che debba gestire tutte le pratiche di messa in sicurezza e di salvataggio di queste persone”.

Il presidente della Camera Roberto Fico ha parlato della situazione durante la visita alla tendopoli di San Ferdinando dove viveva Soumayla Sacko, il migrante ucciso il 2 giugno scorso. “Sto monitorando la situazione, so che a bordo stanno tutti bene, so che in queste ore andranno alcuni medici a visitare i migranti. Vedremo nelle prossime ore cosa accadrà. In ogni caso ribadisco che continuo a monitorare la vicenda ma io stamattina sono qui esclusivamente per esprimere il mio cordoglio per il ragazzo ucciso”.

Merkel: “Serve polizia di frontiera europea” – La cancelliera tedesca Angela Merkel in un’intervista alla televisione pubblica Ard ha affermato che “se vogliamo che la libera circolazione non sia distrutta dal ritorno dei controlli alle frontiere, come già succede da alcune parti, allora deve esserci una difesa comune dei confini. E quindi abbiamo bisogno una vera e propria polizia europea di frontiera, che possa in caso di necessità agire anche quando ciò non piace agli Stati confinanti. Per ottenere questo ci metterò tutte le mie forze, perché altrimenti l’europa è veramente in pericolo. Se vogliamo veramente agire insieme allora abbiamo bisogno di standard di asilo comuni”. All’inizio di giugno, in un’intervista alla Faz, Merkel si era detta convinta che “la sicurezza delle frontiere, la politica di asilo comune e la lotta alle ragioni dell’esodo dei migranti sono la vera questione esistenziale per l’Europa”, oltre a sottolineare che “parte dell’insicurezza in Italia ha la sua origine proprio dal fatto che gli italiani, dopo il crollo della Libia, si sono sentiti lasciati soli, nel compito di accogliere così tanti migranti”. “Abbiamo bisogno di un sistema comune dell’asilo e misure comparabili nella decisione su chi rimane e chi no”, aveva aggiunto Merkel, secondo la quale Frontex diventerà “nel medio periodo una vera polizia di frontiera con competenze europee” e nel lungo periodo dovrà esserci “un ente europeo per l’asilo”.

 

Fonte: [FattoQuotidiano]