Roma, 15 settembre 2018 – Prende finalmente forma la flat tax pensata dal governo – sponda Lega – e da inserire nella prossima manovraDettagli importanti sulla proposta del Carroccio vengono rivelati dal sottosegretario all’Economia, Massimo Bitonci. Nei piani ci sarebbero, spiega Bitonci, due regimi semplificati. “La prima aliquota al 15% potrebbe riguardare chi ha ricavi fino a 65mila euro, senza contabilità e Iva” mentre si pensa “a un 5% in più, quindi flat al 20%, fino al tetto da 100mila euro di redditi”. Di Maio questa mattina ha parlato di una tassazione  “non così rigida, con almeno tre aliquote”. Tra le novità possibili anche una mini flat tax con un’aliquota al 5%, per tre-cinque anni, per le start up di giovani under 35, con ricavi fino a 65mila euro.

PACE FISCALE E IRPEF – Una pace fiscale “con un tetto di un milione a contribuente” e una rimodulazione delle aliquote Irpef a partire dal 2020. Bitonci, parla delle proposte emerse al tavolo economico della Lega, spiegando che la manovra finanziaria 2019 potrebbe essere accompagnata da un decreto fisco collegato. Propio nel dl potrebbero essere inserite sia una nuova voluntary disclosure sia una “pace fiscale con un tetto per contribuente non superiore a un milione di euro di contenzioso”. “Ci sarà un’aliquota più bassa per i contenziosi più contenuti, un’aliquota media e un’aliquota più importante per i contenziosi che si avvicinano al milione”, aggiunge. Dal tavolo economico del Carroccio, spiega ancora Bitonci, sono emerse non solo una tantum ma anche la proposta di una misura a regime, cioè “una sorta di transazione fiscale” che preveda la completa attuazione del concordato con adesione e che tenga conto della situazione patrimoniale e reddituale del contribuente. La pace fiscale “va trattata nel Def e poi probabilmente con un collegato a parte. Ci stiamo ragionando”, afferma Bitonci. L’obiettivo della Lega, emerso dall’incontro anche con Matteo Salvini e il sottosegretario alla presidenza Giancarlo Giorgetti, è quello di una pace “più ampia possibile” che riguardi accertamenti, cartelle, sanzioni amministrative e contenzioso tributario. Accanto a questo, la Lega ipotizza la completa attuazione del concordato con adesione “oggi utilizzato in modo limitato”. Parte dei proventi, una tantum della pace fiscale potrebbero essere utilizzati per rimborsare i risparmiatori vittime delle crisi bancarie a cui la Lega punta a destinare il prossimo anno 500 milioni di euro, rimpolpando l’attuale Fondo ad hoc creato dal Pd. “Per i risparmiatori vittime delle crisi bancarie vogliamo stanziare una somma non inferiore a 5 volte quella che ha messo il Pd – dice Bitonci -. Loro hanno messo 100 milioni, noi vogliamo metterci mezzo miliardo con soluzioni che accelerino il pagamento ai soggetti truffati”. Quanto alle pensioni, “puntiamo a quota 100 a partire dai 62 anni senza danneggiare i lavoratori precoci. Bisogna capire qual è il costo”, prosegue il sottosegretario dell’Economia. Tra le proposte avanzate, che la Lega porterà al vertice di governo sulla manovra che dovrebbe svolgersi lunedì, ci sono anche quelle di una cedolare secca sugli affitti commerciali e una riduzione delle accise sui carburanti.  Sull’Irpef, prosegue Bitonci, “Iinizialmente pensavamo a una riduzione di un punto percentuale dell’aliquota più bassa ma poi si opterà per una rimodulazione a partire dal 2020 con tre aliquote“.  “La rimodulazione Irpef, con vantaggi per tutti i contribuenti – spiega ancora – sarà accompagnata da un riordino delle tax expenditure perché ci sono 300 voci tra agevolazioni, deduzioni e detrazioni, e alcune ormai sono anti storiche”.

 

Fonte:[quotidiano]