Va oggi in Cdm, dopo il rinvio di giovedì, il decreto Salvini sicurezza-immigrazione, oggetto negli ultimi giorni di uno stop-and-go legato a dubbi di costituzionalità. Il primo riguarda l’uso del decreto legge, giustificato solo da necessità e urgenza: sotto questo profilo il testo è stato limato. Poi ci sono i contenuti. “Mentre Panama toglieva la bandiera alla nave Ong Aquarius 2, che torna così ad essere una ‘nave fantasma’, la Guardia costiera libica salvava e riportava in Libia più di 200 immigrati. #portichiusi, stop a scafisti e trafficanti!”. Lo scrive su Twitter il ministro dell’interno Matteo Salvini. Sui migranti, l’aspetto più insidioso è lo stop ai permessi di soggiorno per motivi umanitari sostituiti con permessi per meriti civili o cure mediche; ci sono poi il raddoppio da 3 a 6 mesi dei tempi di trattenimento nei Centri per i rimpatri, l’aumento dei reati per cui si revoca lo status di rifugiato e i progetti di integrazione sociali riservati a titolari di protezione e minori non accompagnati, per citare alcuni punti. L’esito è una attenuazione dei diritti che potrebbe contrastare con le tutele previste dalla Costituzione e dalla Consulta, che più volte ha ribadito che i diritti riguardano tutti. La tenuta costituzionale è fondamentale perché il Quirinale possa firmare. Mercoledì, alla vigilia del Cdm poi rinviato, il presidente della Consulta Lattanzi è andato dal capo dello Stato Mattarella per presentare un progetto sulle carceri. La Corte ha poi diffuso una nota in cui si legge che la Costituzione è “garanzia di legalità per tutti i detenuti, cittadini o stranieri, immigrati regolari o irregolari”; ed è uno “scudo nei confronti dei poteri dello Stato, che neppure il legislatore con le sue mutevoli maggioranze può violare”. Un messaggio sempre valido. A margine della Festa della Lega Fvg di Pradamano (Udine) domenica sera, a chi gli chiedeva se si sentisse tranquillo o meno, il ministro degli Interni, Matteo Salvini, ha risposto: “Dopo mesi di lavoro portiamo un provvedimento che porta più sicurezza nelle case degli italiani, nelle strade italiane e che fa spendere meno per un’immigrazione per cui abbiamo già dato e pagato”. “E quindi è un passo in avanti”. Ma questo decreto avverte, “non parla solo immigrazione, ma anche di lotta alla mafia, di contrasto alla criminalità organizzata, di lotta alla droga e al racket”. Dunque, “più regole, più ordine, più buonsenso”.

 

Fonte:[ansa]