“Il Parlamento europeo si é reso conto che, almeno in Italia, la geotermia non è sempre un’energia pulita”. Dichiara l’eurodeputato del Movimento 5 Stelle, Dario Tamburanno, discutendo l’approvazione di Strasburgo di un emendamento in cui si chiede alla Commissione Ue di verificare rapidamente la necessità di una proposta legislativa “diretta a regolamentare le emissioni di tutte le sostanze delle centrali geotermiche, Co2 inclusa, dannose per la salute e l’ambiente, sia durante le fasi di esplorazione che in quelle operative”.

La richiesta era inserita in emendamento M5s alla nuova direttiva rinnovabili ed è stata accettata a larga maggioranza dal Parlamento europeo. “Non esistono norme europee sulle emissioni in atmosfera delle centrali geotermiche, che dipendono dalla tecnologia impiegata e dalle caratteristiche geologiche del sottosuolo – spiega Tamburrano – Le 34 centrali geotermiche italiane, che sono concentrate in due piccole aree (16 comuni) della Toscana, in un anno emettono nell’atmosfera qualcosa come 1,5 tonnellate di mercurio, 16mila tonnellate di idrogeno solforato e fino a 6mila tonnellate di ammoniaca”.
“E’ una situazione paradossale – prosegue Tamburrano – L’Unione europea ha vietato da tempo, perché pericolosi, i termometri domestici che contenevano due grammi di mercurio, ma è come se attorno alle centrali geotermiche italiane si rompessero ogni anno 750mila termometri a mercurio”. La geotermia é inserita dall’Unione europea fra le energie rinnovabili, e dunque è ammessa a godere dei relativi incentivi, “ma le centrali geotermiche dell’area del Monte Amiata emettono una quantità di gas serra superiore rispetto ad equivalenti centrali termoelettriche alimentate da un combustibile fossile come il gas naturale – osserva ancora Tamburrano – Non esistono dati relativi all’effetto climalterante delle centrali situate nell’altra area geotermica, quella di Larderello”.
L’emendamento approvato dall’assemblea plenaria dell’Europarlamento rileva a questo proposito che “gli investimenti dovrebbero essere diretti esclusivamente verso la produzione di energia geotermica con impatti ambientali molto bassi e che permettono un risparmio di emissioni di gas serra rispetto alle fonti convenzionali”.