“Ho presentato una interrogazione alla Commissione europea per dire no alla costruzione della centrale geotermica di Castel Giorgio perché si metterebbe a rischio il territorio, compreso il lago di Bolsena che è un’area naturale protetta dalla UE”, ha dichiarato l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Dario Tamburrano. “La centrale di Castel Giorgio preleverebbe ogni ora mille tonnellate di fluidi caldissimi dal serbatoio geotermico dell’Alfina e, dopo averli sfruttati, li inietterebbe di nuovo nel sottosuolo a chilometri di distanza, evitando così di raffreddare il punto di prelievo. Contestiamo il fatto che un lavoro scientifico relativo alle caratteristiche geologiche della zona non sia stato preso in considerazione durante la valutazione di impatto ambientale, effettuata ormai anni fa. Questo studio afferma che il serbatoio geotermico dell’Alfina è diviso in compartimenti” – aggiunge Tamburrano – “e se così fosse, non sarebbe garantito il collegamento fra il punto di prelievo e il punto di reiniezione dei fluidi: nel primo punto si creerebbe un’enorme depressione e nel secondo una altrettanto enorme pressione. I conseguenti ed ovvi rischi riguardano la sismicità innescata o indotta e la risalita dei fluidi geotermici, o delle sostanze inquinanti in essi presenti, verso la falda idrica e verso il lago di Bolsena”. Il saggio al quale Tamburrano si riferisce è uscito nel 2013 su “Tectonophysics”, una pubblicazione internazionale dedicata alla crosta terrestre. Si chiama “Structural compartmentalisation of a geothermal system, the Torre Alfina field (central Italy)” ed il primo a firmare è stato Gianluca Vignaroli.