Altra giornata calda per il Governo, Conte conferma la convocazione per domani il Cdm.
Decreto Fiscale, la storia della “manina” e lo scontro tra M5s e Lega dopo le accuse di Di Maio: ultime notizie, Salvini “testo non cambia, nessun trucco. Se serve, vado al CdM”.

Arrivano nuove e importanti dichiarazioni direttamente dal Trentino del ministro dell’Interno Matteo Salvini. Intervenuto a Mezzocorona, il segretario federale della Lega ha sottolineato a proposito del decreto fiscale: “Io sentirò tutti ma inizio ad arrabbiarmi: in quel Consiglio dei Ministri il premier Conte leggeva e Di Maio scriveva. In quel Cdm un profilo indicato dal Movimento 5 Stelle leggeva, ovvero Giuseppe Conte, e il capo politico dei 5 Stelle scriveva, ed è Di Maio”. E lancia una frecciatina al Movimento 5 Stelle: “Il documento oggetto di scandalo di cui alla Lega e al sottoscritto non frega nulla è stato letto dal premier ed è stato verbalizzato dal ministri Di Maio:è un problema loro se non hanno capito, se hanno cambiato idea o se hanno iniziato a litigare”. Infine, ribadisce di essere pronto a volare a Roma per sbrogliare la vicenda: “Noi siamo persone ragionevoli, se il M5s ha cambiato idea basta dirlo: se Fico e Di Maio hanno cambiato idea, siamo qui. Se lo spread arriva a 350 perché questi litigano è un problema”. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

FICO: “GUAI SE RESTA CONDONO”

La riunione del Consiglio dei ministri – convocata stamane dal premier Giuseppe Conte dopo il caos sul dl fiscale – è prevista per sabato alle ore 13: ci sarà Salvini, ci sarà Di Maio e ci saranno tutti i ministri leghisti e grillini. Ma la tensione è palpabile: il titolare dell’Agricoltura e Turismo, Gianmarco Centinaio, usa l’ironia per sottolineare le assurde accuse dei compagni di governo «La mano l’ho vista solo nella famiglia Adams, questo non è il Governo della famiglia Adams sennò dovremmo capire di chi siano tutti i personaggi» spiega il Ministro durante l Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’alimentazione a Cernobbio. Intanto risuona l’allarme dal “movimentista” di sinistra del M5s, il Presidente della Camera Roberto Fico, che non vuol sentire parlare di Dl Fiscale come era stato approvato in prima battuta (di fatto mettendo così Di Maio in una posizione “delicata”): «Se rimane il condono, mi sembra ovvio che ci sia un problema. […] noi non siamo uguali alla Lega e non ci candideremo nemmeno con la Lega».

TONINELLI: “PRESTO VERTICE SALVINI-DI MAIO”

L’annuncio è fatto: dopo la rinuncia di ieri, oggi arriva il dietrofront (probabilmente a mente anche più lucida) di Salvini che annuncia «Sono in Trentino ma domani volo a Roma per risolvere i problemi. Basta litigi». Mentre nel frattempo proseguono i problemi in Ue, dopo la sonora bocciatura con la lettera di Moscovici, il Governo ha le acque piuttosto agitate e non si vuole ulteriormente complicare la vita su un Decreto che di fatto era già firmato e concluso. «A me interessa che si trovi un accordo e che il decreto fiscale torni ad essere quello della prima versione», fa sapere alla stampa parlamentare il Ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, non prima di aggiungere «Tutto il resto penso siano faccende di natura giornalistica che vanno risolte: Salvini e Di Maio si vedranno nelle prossime ore, massimo domani, e sicuramente risolveremo tutto». Intanto lo spread sale e i timori oltre che le insidie nel Governo non accennano a diminuire..

GIORGETTI: “LA MANINA È DEL M5S”

In un’altra intervista alla Stampa il Ministro Salvini torna di nuovo sulla lite fiscale e spiega cosa potrebbe essere successo nel grande equivoco delle ultime 36 ore del Governo: «Il decreto è quello scritto. In Consiglio io c’ero, Di Maio pure, Conte ce lo ha letto com’è scritto e l’abbiamo approvato. Mi sembra un enorme equivoco. Pericoloso, però: tutti in Europa – avvisa il leader della Lega – non vedono l’ora di attaccarci, non è bene dargliene l’occasione. Ma per quel che mi riguarda, il decreto quello è e quello resta». Ma ad essere ancora più “provocatorio” è il sottosegretario Giorgetti, l’uomo accusato in prima battuta dal M5s di avere “manipolato” il testo del Decreto sul condono: «Non consento a nessuno di alludere a complotti e trame oscure, con dichiarazioni così scomposte», premette il n.2 della Lega, salvo poi attaccare in prima battuta «Se si continua ad attaccare chi prova a tenere in piedi la baracca, il governo non andrà molto lontano – spiega a La Repubblica -. La ‘manina’ è in casa dei 5 Stelle, a schiantarsi saranno loro».

SALVINI: “NIENTE GIOCHI, L’UE CI GUARDA”

Alta tensione nel governo. Le presunte modifiche al Decreto fiscale denunciate dal ministro del lavoro Luigi Di Maio, hanno acceso i toni della polemica nell’esecutivo, con i vari attori protagonisti che rimbalzano le accuse, e che si smentiscono fra di loro. Il caos regna sovrano e a complicare ancora di più la situazione, la bocciatura ormai certa da parte della commissione dell’Unione Europea alla manovra di bilancio, come anticipato da una lettera recapitata ieri a Palazzo Chigi. Sulla questione è oggi intervenuto il ministro dell’interno, Matteo Salvini, che ha voluto fare un po’ di chiarezza, smentendo tale situazione caotica: «Non esiste assolutamente la crisi di governo – dice ai microfoni del quotidiano Il Messaggero – il testo per me è quello concordato, deciso e firmato – aggiunge sul famoso decreto – non possiamo fare giochetti e dare spettacolo davanti alla Ue che vuole sbranarci». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

L’INTERVENTO DI DI MAIO

Conte “chiama” il Consiglio dei Ministri ma Salvini non risponde. Sicuramente sulla qustione del Decreto Fiscale e sulla “manina” invocata da Luigi Di Maio che avrebbe ritoccato degli aspetti non graditi all’ala del Movimento 5 Stelle del Governo, servirà un chiarimento, così come invocato dal vicepremier nonché Ministro dello Sviluppo Economico: “Adesso il tema è politico e se è un tema politico ha bisogno di un chiarimento politico. La sede giusta è il Cdm ma possiamo anche fare un vertice prima. Lo spread è a 327 – ha aggiunto Di Maio – perché i mercati pensano che il governo non sia più compatto.” Dunque a prescindere da ciò che accadrà in Consiglio dei Ministri, un faccia a faccia chiarificatore all’interno della maggioranza sembra ormai inevitabile. (agg. di Fabio Belli)

BERLUSCONI: “BRUTTA IMMAGINE DEL GOVERNO”

Dopo lo scontro-epocale tra Lega e Movimento 5 Stelle sul nodo del Decreto Fiscale – in attesa di capire chi e come si presenteranno al CdM di sabato prossimo – è Berlusconi ad intervenire dal palco di Trento con una “fiondata” contro l’alleato leghista e soprattutto il nemico grillino. «Sul decreto fiscale siamo alle comiche, è molto doloroso assistere a tutto questo», spiega il leader di Forza Italia, protagonista dell’ultimo “condono” nel 2002 a cui Di Maio vuole in tutti i modi discostarsi. «Questa vicenda ci fa capire come questa alleanza sia un matrimonio innaturale, è una brutta immagine che diamo all’Europa. Spero che questa situazione duri poco»: non solo, prendendosi libertà di quanto riferito, Berlusconi avanza anche la sua personale “idea” su come possano essere andate le cose nello scandalo “manina”. «È molto semplice, i signori del Movimento 5Stelle sono così incompetenti ad aver firmato qualcosa che non avevano capito».

CONTE, “SABATO NUOVO CDM”; SALVINI, “NON CI VADO”

Ci prova Giuseppe Conte a far uscire il governo dalle sabbie mobili della “manina” evocata da Luigi Di Maio, colpevole di aver “manipolato” il dl fiscale allargando le maglie della pace fiscale con l’aggiunta di scudi per i capitali esteri, colpo di spugna al reato di riciclaggi e innalzamento della soglia del condono dai 100mila euro previsti fino a 2,5 milioni. Se Matteo Salvini nelle scorse ore aveva chiamato il M5s ad assumersi le sue responsabilità e aveva lasciato intendere di non avere alcuna intenzione di prendere parte ad un nuovo consiglio dei ministri, adesso il premier Conte fa sapere di voler utilizzare a pieno le sue prerogative e convoca un Cdm per sabato:”Sabato mattina ci sarà un Consiglio dei ministri perché porterò il risultato della rilettura” del decreto e “avremo quindi la possibilità di confermare” il testo o, “nel caso dirimere qualche dubbio politico che è sorto”. Sulla contrarietà di Salvini, Conte ha detto:”Se ci sarà Salvini? Non so se Salvini farà in tempo a rientrare. Ma il consiglio dei ministri si farà, il presidente del Consiglio sono io”. Dal canto suo il leader del Carroccio ha già fatto sapere che non parteciperà, come riportato da TgCom24:”Io sabato ho l’appuntamento con la Coldiretti e soprattutto con i miei figli. Il Paese è importante ma sono importanti anche i figli. Conte? Lo chiamerò perché apprezzo il lavoro che sta facendo. Spero che smettano tutti di fare polemiche. Non possiamo convocare consigli dei ministri per riapprovare decreti già approvati ma chiamerò Conte che è una persona squisita”. (agg. di Dario D’Angelo)

DL FISCALE, SCONTRO SALVINI-DI MAIO

Nel giorno in cui molto probabilmente l’Europa boccerà la Manovra italiana, il vero caso politico del giorno è un altro: il Decreto Fiscale, che a quella Legge di Stabilità è stato collegato per la presenza della arcinota “Pace Fiscale” (voluta dalla Lega), sarebbe stato manipolato. Anzi no. Anzi sì. Anzi, è “giallo”: qui sotto abbiamo tratteggiato un breve “bigino” su cosa sia effettivamente successo in queste ore frenetiche dopo l’iniziale scintilla lanciata da Di Maio a Porta a Porta ieri sera (qui tutti i dettagli fino ad ora, ndr). Dopo che il leader M5s denuncia una forzatura non voluta dal M5s sul condono anche dei capitali all’estero, arriva lo stop deciso di Matteo Salvini e di tutta la Lega che non ci stanno al giochino della “manipolazione” intentata da Di Maio e rilanciano, «Nessun trucco. Legge di bilancio e decreto fiscale sono passati in Consiglio dei ministri all’unanimità. Nessuno ha votato contro. Anche perché quello che chiamate condono, un condono non è». Dopo queste parole a Repubblica, anche questo pomeriggio arrivando in Trentino Alto Adige il Ministro degli Interni ha aggiunto «il decreto fiscale non cambia. Quello che abbiamo discusso per ore e ore poi ho ritrovato scritto nel testo, con l’accordo di tutti, lo abbiamo firmato tutti. Ognuno si prenda le sue responsabilità».

DI MAIO, IL DECRETO FISCALE E LA STORIA DELLA “MANINA”

Ci sono due politici che in queste ore stanno dando la “cifra” di quanto è accaduto: Giancarlo Giorgetti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio (e accusato ufficiosamente di aver “partecipato” a quelle modifiche denunciate da Di Maio a Porta a Porta) avrebbe detto in un retroscena riportato dalla Stampa, «Ma cosa sta dicendo? Quel testo è stato scritto, letto e approvato da tutti, tale quale come è adesso. C’era pure lui». E poi c’è Guido Crosetto, che nel governo non fa parte ma che forse inquadra meglio di tutti l’intera grottesca giornata sul Decreto Fiscale: «Chi pensa che Di Maio si sia sbagliato o sia ingenuo, ha capito poco. Di Maio e Casaleggio si sono accorti di aver sottovalutato la reazione del popolo dei 5 stelle sul condono e sono corsi ai ripari. Come sempre in modo geniale. Non hanno calcolato la reazione leghista, però…». In mezzo ci sta tutto quanto successo nelle ultime 24 ore: in tv il vicepremier grillino denuncia una “manina” che avrebbe modificato dopo il CdM il Dl Fiscale inserendo uno scudo anche i capitali all’estero e allargando il tetto dei 100.000 euro ad ogni singola imposta. Non fa nomi, ma l’accusa è rivolta chiaramente a “qualcuno della Lega”: non solo, attacca anche il Quirinale in un primo momento, salvo poi essere smentito in diretta dallo stesso Colle «non abbiamo mai ricevuto quel Decreto».

Figura ai limiti del grottesco, con l’aggiunta che qualche ora dopo Laura Castelli, Sottosegretario Economia per il M5s, spiega: «Lunedì prima del Consiglio dei ministri c’è stato un tavolo politico in cui l’accordo raggiunto prevedeva nessun condono penale e niente scudo fiscale sui capitali esteri. Adesso Garavaglia e la Lega ci dicono che approvano una norma che introduce condoni penali e scudi fiscali per capitali all’estero? Allora c’è un problema politico». Di tutta la vicenda, rimane ancora oscuro “chi” sia la presunta “manina”, perché sarebbe successo e soprattutto cosa ora succederà nelle complesse dinamiche di Governo, specie con una Manovra che da Bruxelles tornerà indietro tutt’altro che con l’imprimatur dell’Ue. Alla luce di tutto questo, rileggere il tweet di Crosetto potrebbe non essere un mero esercizio di “stile”

 

Fonte ilsussidiario.net