Come riportato dall’Europarlamentare Dario Tamburrano, vogliamo condividere con voi la riflessione dei dati trasmessi dall’Italia a Bruxelles sulle emissioni di mercurio, in cui le emissioni sarebbero diminuite dal 2015 in concomitanza con l’installazione di alcuni filtri AMIS che ci risultano ultimati solo due anni più tardi.

Com’è possibile? Abbiamo presentato un’interrogazione alla Commissione Europea sulle emissioni di mercurio provenienti dalle centrali geotermiche (sono 35, tutte in Toscana) che l’Italia ha dichiarato alla UE: si sarebbe verificato un netto calo a partire dal 2015, in concomitanza con l’entrata in funzione di alcuni filtri AMIS per il mercurio e l’idrogeno solforato che però ci risultano ultimati solo due anni più tardi.

L’Italia ha adempiuto per la prima volta nel maggio scorso all’obbligo di comunicare all’UE le emissioni di mercurio in atmosfera delle centrali geotermiche: 2,05 tonnellate nel 2014; 0,98 tonnellate nel 2015; 0,39tonnellate nel 2016. Le tabelle con questi e molti altri dati si scaricano qui. Sono le prime informazioni ufficiali dopo quelle relative al 2007: allora le emissioni di mercurio in atmosfera furono pari a 1,5 tonnellate.

Gli inventari delle emissioni, come regola generalenon misurano la quantità esatta delle sostanze entrate nell’atmosfera: impossibile, dato l’enorme numero delle sorgenti di emissioni. Vengono compilati da specialisti in base ai fattori di emissione: semplificando enormemente, in base alle caratteristiche delle fonti delle le emissioni. Ovviamente servono caratteristiche accurate per arrivare a stime affidabili.

L’ARPAT (Agenzia Regionale Protezione Ambiente Toscana) controlla le emissioni delle centrali geotermiche toscane e rappresenta il punto di riferimento regionale per la compilazione degli inventari nazionali delle emissioni inviati a Bruxelles. Questi inventari comprendono anche le emissioni di mercurio provenienti dalla geotermia. Nella relazione sui monitoraggi 2015  delle centrali geotermiche, l’ARPAT inserisce fra gli eventi che hanno caratterizzato l’anno (pag. 3 del rapporto)

installazione degli AMIS (Abbattimento Mercurio e Idrogeno Solforato) in tutte le centrali geotermoelettriche che ne erano ancora prive, situate nella zona tradizionale [quella di Larderello, ndr], che ha determinato una sensibile diminuzione delle emissioni di acido solfidrico e mercurio

In precedenza, l’ultimo AMIS fu installato sei anni fa alla centrale geotermica Le Prata, come si ricava dalla relazione ARPAT relativa al 2012 (pag. 19). La relazione 2015 specifica anche che l’installazione dei filtri AMIS ha riguardato in quell’anno sei centrali geotermiche: Selva 1,  Monteverdi 1, Monteverdi 2, Cornia 2, Carboli 1, Carboli 2. Nella relazione sui monitoraggi 2016, l’ARPAT ribadisce (pag. 5) la presenza dei filtri AMIS in tutte le centrali. Dalle due relazioni si ricava che nessuno di questi sei impianti è stato controllato dall’ARPAT (almeno per quanto riguarda le emissioni) durante il 2015 ed il 2016.

Tuttavia la Regione Toscana ha concesso solo nel 2018 l’autorizzazione al funzionamento degli  AMIS di Selva 1Monteverdi 1Monteverdi 2 e Cornia 2. Vi si legge (clic su “Testo atto”) che la fine dei lavori per realizzare i filtri è stata comunicata alla Regione nel maggio 2017. Non abbiamo trovato le autorizzazioni al funzionamento degli AMIS di Carboli 1 e Carboli 2.

Come potevano i filtri ultimati nel 2017 abbattere le emissioni già nel 2015? Attraverso l’interrogazione, lo abbiamo domandato alla Commissione Europea – la destinataria dei dati sul mercurio – chiedendole anche se intende approfondire la questione con l’Italia.

Fonte dariotamburrano.it