È il momento in cui, alle tendenze attuali, sull’intero territorio italiano potrebbero azzerarsi le nuove diagnosi di contagio da Covid-19. Si dovrebbe arrivare a quel momento – sulla base dei dati disponibili – fra il 5 e il 16 maggio. Ma fino ad allora? Come è la situazione in Italia?

L’Italia è il secondo Paese al mondo per positivi al coronavirus, a un passo da quota centomila. E il primo per morti dichiarati: 10.779, al conteggio di ieri. La nostra curva del contagio, però, è partita prima degli altri, eccetto Corea del Sud e Cina, e sta correndo più lentamente rispetto alle nazioni europee e agli Stati Uniti. Siamo decimi nel conteggio “velocità del contagio”: saremo presto raggiunti nei numeri assoluti (innanzitutto dalla Spagna e poi, probabilmente, dalla Germania) e siamo destinati a toccare il picco, e quindi superarlo, prima delle altre nazioni.

Fotografando i dati alle 22 di ieri sera per i dodici Paesi più colpiti, l’Italia ha visto crescere i positivi (dato che contempla gli attualmente positivi, i guariti e i deceduti) del 5,6 per cento. E’ la crescita più bassa da quando esiste la crisi epidemiologica e, cosa più importante sul piano statistico, nell’ultima settimana il calo dell’incremento è stato costante e si è accentuato a partire da venerdì 27.

Nella classifica della velocità dell’aumento dei positivi ci sono Paesi Bassi e Svizzera, nazione che ieri ha avuto un’impennata della crescita all’11,2 per cento, la più alta degli ultimi quattro giorni. Sesta per velocità è la Spagna, che ha un ritmo quasi doppio rispetto all’Italia (più 9,1 per cento) anche se la sua crescita tra sabato e domenica, 6.500 contagi, rappresenta un calo della velocità iniziato mercoledì 24 (quando la Spagna cresceva del 20 per cento).

Settimo per rapidità del virus è l’Iran, che si mantiene con un saldo medio quotidiano dell’8 per cento. Poi viene la Germania, entrata dopo di noi nel vortice: la Sanità tedesca sta combattendo la battaglia facendo tamponi a tappeto (500 mila in una settimana, l’ultimo dato), ma ad oggi vede un ritmo di aumento quotidiano superiore al nostro.

L’Italia è, appunto, decima e a seguire ci sono la Corea del Sud, che ha una crescita intorno all’1,1 per cento, in lieve risalita nell’ultima settimana, e poi la Cina, il Paese dove tutto è nato, che viaggia costante con un aumento dello 0,1 per cento (e giovedì 26 aveva fatto segnare “0” positivi in più)

[Fonti: Il Corriere e la Repubblica]

La redazione